
Torno a scrivere nel blog parlandovi di come abbiamo lavorato in terza con “L’estate più bella”.
PRIMA ATTIVITà
Ho deciso di utilizzare questo meraviglioso albo di Terre di Mezzo https://www.terre.it/prodotto/lestate-piu-bella/?srsltid=AfmBOoqI6JXnzzDqf7sU-iRhEOVpmCwgQ4AxzGTgoUI0Qx2WZOqgeETg per parlare dei ricordi dell’estate dei miei bambini e delle mie bambine e per ripassare l’ultimo argomento svolto in seconda di storia: le fonti.
Nei giorni precedenti all’inizio della scuola ho chiesto alle famiglie dei miei alunni e delle mie alunne di far portare a scuola oggetti, foto e biglietti che facessero pensare all’estate. Ho messo tutto in uno scatolone.

Siamo partiti/e leggendo l’albo, che ha fatto sorridere e riflettere tutti/e! Abbiamo riflettuto sull’importanza dei ricordi, su quanto spesso degli oggetti ci servano per ricordarci cose accadute tempo fa.
Ci siamo immedesimati nel bambino protagonista del libro, alcuni alunni e alcune alunne hanno delle case di nonni e parenti dove vanno ogni anno in vacanza e anche loro hanno raccontato che spesso trovano oggetti usati tanto tempo fa da genitori, zii o nonni.
Dopo i loro racconti, ho chiesto se tutti questi discorsi facessero pensare loro a qualcosa di fatto in seconda e insieme siamo arrivati alla conclusione che tutti gli oggetti che raccontano qualcosa del passato sono fonti storiche!
In seconda avevamo fatto un lavoro molto corposo proprio sulle fonti storiche utili per ricostruire le loro storie personali. https://maestrailaria.altervista.org/le-fonti-storiche-e-la-storia-personale/
Abbiamo, quindi, ripassato i vari tipi di fonti e fatto molti esempi e poi siamo passati all’analisi degli oggetti, foto e biglietti che avevano portato come ricordo dell’estate.
Ognuno/a di loro ha raccontato alcuni momenti della propria estate proprio a partire da ciò che avevano portato.
Abbiamo, anche, diviso una pagina del nostro quaderno in quattro colonne in base ai quattro tipi di fonti e abbiamo scritto i nomi di ciò che avevano portato al posto giusto.
SECONDA ATTIVITà
Nella giornata successiva, sono partita dallo stesso albo per proporre il primo “Lampo di scrittura” secondo la metodologia del WRW.
Ho consegnato loro un cassetto come quello presente in una pagina dell’albo e ho dato 5 minuti per scrivere nel cassetto tutte le parole che venivano loro in mente pensando all’estate che hanno trascorso.
Al termine dei 5 minuti ho spiegato il significato di “Lampo di scrittura” e ho utilizzato quello che avevo realizzato io a casa per svolgere funzione di modeling.
Ho, quindi, chiesto loro di scegliere una delle parole scritte all’interno del cassetto e di scrivere in 7 minuti tutto ciò che veniva loro in mente a partire dalla parola scelta. Unica regola: non posare mai la penna!
Devo dire che sono rimasta molto soddisfatta del lavoro delle mie alunne e dei miei alunni. Ero molto preoccupata essendo la prima volta.
Pubblico la foto del mio taccuino in quanto non vorrei diffondere i pensieri delle mie alunne e dei miei alunni.

